Acquedotto Pugliese

Descrizione

L'acquedotto pugliese è costituito da un complesso di infrastrutture acquedottistiche tra loro interconnesse. La prima importante realizzazione, che tuttora rappresenta la spina dorsale dell'intero sistema acquedottistico pugliese, è il canale principale, alimentato dalle acque del Sele e, a partire dagli anni 1870, da quelle del Calore. La sua costruzione, fortemente voluta, tra gli altri, da Antonio Jatta, fu avviata nel 1906, con l'intento di risolvere il millenario problema della penuria d'acqua nella regione: già Orazio descriveva la Puglia come terra assetata: siderum insedit vapor siticulosae Apuliae (arriva alle stelle l'afa della Puglia sitibonda). Difatti, non essendo il sottosuolo pugliese ricco di acqua facilmente estraibile, da sempre veniva adoperata l'acqua piovana raccolta in cisterne, che non garantivano quantità sufficienti e la necessaria prevenzione da epidemie. L'opera venne caldeggiata da alcuni deputati pugliesi che ottennero la creazione dapprima di una commissione di studio cui seguì il finanziamento e l'affidamento dei lavori in concessione, a seguito di una gara internazionale. La realizzazione dell'opera fu possibile grazie all'utilizzo di ingenti mezzi finanziari (125 milioni di lire dell'epoca) e materiali, per cui non mancò chi ebbe a pronosticare l'irrealizzabilità della stessa. La galleria di valico dell'Appennino, da Caposele a Conza fu ultimata nell'anno 1914. Essa ha il nome di Galleria Pavoncelli.. La sua lunghezza, al momento della costruzione era di 12.750 m, (allora superata per lunghezza solo dal Frejus, Gottardo e Sempione). Nello stesso anno 1914 furono già alimentati con la sua acqua alcuni paesi della Puglia. Dapprima convogliò le acque del Sele; in seguito riuscì a convogliare dentro di sè anche i 2.000 l/s delle acque del Calore per una portata complessiva di 6500 l/s. A Bari la prima fontana fu inaugurata in Piazza Umberto il 24 aprile 1915, pochi giorni prima dello scoppio del primo conflitto mondiale. Solo dopo la fine della guerra, i lavori furono ripresi e l'acquedotto raggiunse le zone di Brindisi, Taranto, Lecce e, con la realizzazione della diramazione primaria per la Capitanata, anche Foggia. Proprio per la sua diacronica realizzazione, la paternità dell'opera non può attribuirsi a un Governo in particolare. Il bando internazionale di costruzione è del 1902 e il canale principale, con le sue diramazioni fino a Bari, fu praticamente completato prima dell'inizio della prima guerra mondiale. I lavori di costruzione subirono, successivamente, una lunga pausa, fino alla fine della guerra, quando l'Ente autonomo per l'acquedotto pugliese (EAAP) subentrò alla Società anonima Ercole Antico e soci, aggiudicataria dei lavori di costruzione. Durante il fascismo, furono realizzati altri tronchi a servizio di zone non ancora raggiunte dall'acquedotto: tra questi, il principale è denominato Grande Sifone Leccese e costituisce il prolungamento del canale principale fino alla cascata monumentale che termina nel mare, utilizzata occasionalmente come scarico terminale della grande opera acquedottistica, realizzata ai piedi del santuario di Santa Maria di Leuca, ultima propaggine del Salento. L'opera terminale fu inaugurata poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale dallo stesso Benito Mussolini, che per l'occasione donò la colonna romana installata lungo la discesa a mare.

Info

  • Acquedotto Pugliese
  • Strada Statale 167
            85020 Atella (PZ)


Percorsi correlati

dal Lago al Fiume, la strada del pane

A ridosso della Riserva delle Grotticelle fra boschi rigogliosi, attraverso la Frazione di Sant’Andrea, per giungere all’Abbazia di Monticchio.

  • Durata: 4 ore
  • Livello: Avanzato

l’Acquedotto Pugliese

Un viaggio nell’architettura industriale e di sviluppo dei primi del 900 in un habitat incontaminato di macchia e bosco mediterranei.

  • Durata: 2 ore
  • Livello: Base
  • Strada privata

Da vedere nei dintorni

Torre Angioina

Descrizione

Restaurata nel 1993 e restituita al suo antico splendore, la Torre Angioina è tutto ciò che resta del castello costruito dagli angioini e distrutto dal terremoto del 1694. Essa è l’unica superstite delle quattro torri che si ergevano a guardia e protezione...

Sorgenti acque minerali

Descrizione

Disseminate nel bellissimo territorio del Vulture, millenarie sorgenti regalano purissime acque agli abitanti di questa terra e a chi, negli anni, ne ha saputo apprezzare le caratteristiche uniche. Immensa ricchezza ed indiscusso orgoglio per il territorio...

Duomo di S. Maria ad Nives

Descrizione

Opera di grande pregio artistico, il Duomo di S. Maria ad Nives risale al XIV sec. Notevole è il portale d'ingresso dove le decorazioni del sole e della luna richiamano motivi islamici. Le distruzioni provocate dai diversi terremoti che hanno sconvolto il...

Scavo Paleolitico

Descrizione

Il sito paleolitico del Cimitero di Atella, individuato agli inizi degli anni '90, è ubicato nei pressi della periferia comunale. Dalla stratigrafia del sito si è evidenziata la sua localizzazione sulle rive di un lago, oggi scomparso, creato durante il...